“Non è cane non è lupo…sa soltanto quello che non è”

Quanti di voi conservano questa malinconica citazione Disney nella propria memoria? E se vi dicessi che forse così malinconica non è?
Molti, proprio grazie al film Disney, conosceranno già la storia del nostro “eroe” Balto, il cane mezzo sangue che riuscì a completare una staffetta di cani da slitta finalizzata a portare l’antitossina a Nome, in Alaska,  a seguito di una violenta epidemia di difterite.

Quello che, invece, molti di voi si staranno chiedendo è cosa c’entri il famoso cane con il concetto di “Brand Identity “.

In realtà il mio pensiero è alla base molto semplice ed ho trovato nella figura di Balto sicuramente il miglior esempio in circolazioni.

La reazione che tutti noi abbiamo avuto nel vedere questo personaggio di fronte allo sconforto è la stessa stessa, ci siamo identificati in questo personaggio, vediamo in lui la nostra stessa difficoltà a mantenere un certo standard quando ci dobbiamo misurare con l’ecosistema sociale a noi circostante.

Dal confronto spesso ne deriva un estremo desiderio di omologazione, “scelgo di fare una cosa, perché anche il mio amico l’ha fatta”, “scelgo di andare in un posto perché anche la persona figa della porta accanto ha deciso di andarci”. Si tratta di un meccanismo umano, ci serve per sentirci parte di qualcosa.

Tale meccanismo non è soltanto insito nel nostro modo di agire individuale, ma lo è anche nei gruppi aziendali. Quello che spesso vedo da “addetta ai lavori” è il tentativo continuo di imitazione da parte di titolari di aziende, un bisogno preponderante di emulare quello che i propri concorrenti fanno, imitazione che diventa omologazione, omologazione che si traduce per i potenziali clienti nel non vedere poi tanta diversità nell’acquistare da uno, piuttosto che dall’altro.

Badate bene, con questo non sto dicendo di non guardarsi attorno, è sempre importante analizzare le tendenze!

Ma quello che penso possa davvero fare la differenza per essere ricordati, riconosciuti e diventare un riferimento autorevole è un’analisi delle vostre peculiarità, un’analisi su cosa realmente vi differenzia da milioni di aziende simili alla vostra.

Ed eccoci arrivati al punto, da qui faccio appello al nostro vecchio Balto, non era un cane…certo…ma aveva la dote di essere altrettanto mite con l’essere umano, dava fiducia, non era un lupo… ma aveva la forza fisica della bestia selvatica.

In cosa dovrebbe quindi consistere questa legge di Balto?

Analizzate voi stessi e guardatevi con gli occhi più cinici che possiate adottare, abbassate la vostra autostima per verificare quanto la vostra azienda non riesca ad essere in linea con le altre.

Poi rialzatevi e cercate tra i cocci rotti cosa vi rende unici, fate di quello il vostro punto forza e calcate la mano per farlo arrivare al cliente.

Ciò che ci distingue ci rende umani e ciò che ognuno di noi porta nella propria memoria non il gregge di pecore, ma la singola pecora che sul manto ha, magari, una macchia particolare.