cloud hosting

Che cos’è l’hosting?

Si sente sempre più parlare di cloud hosting, ma di cosa si tratta? Chi di voi lavora da tempo con il web probabilmente ne avrà già sentito parlare. Che siate proprietari di un sito, creatori di un blog o proprietari di un’app la scelta dell’ hosting è uno dei primi punti da prendere in esame.

Questo perché l’hosting è lo spazio entro cui i nostri contenuti sono ospitati. La scelta dovrà, quindi partire da un’analisi delle risorse necessarie in termini di accessi, quantità di contenuti e traffico.

Il web dai suoi albori, fondandosi sulla tecnologia, è sempre in continua evoluzione. I cambiamenti in questo settore hanno una certa costanza e non tutti vanno in completa sostituzione, ma esistono dei periodi di coesistenza. Uno di questi esempi è il cloud hosting, che è nato con l’idea di avere un uso più efficiente dei servizi fisici.

I servizi di cloud computing sono attualmente sempre più richiesti viste le diverse funzioni che riescono a soddisfare, come l’esecuzione di un’applicazione web. Ovviamente, prima di adottare una particolare tecnologia dobbiamo analizzare se questa può essere utile e funzionale per i propri obiettivi.

Come scegliere il miglior hosting?

Scegliere la soluzione migliore in termini di hosting richiede un’attenta analisi sul traffico giornaliero e sui picchi del sito (o applicazione), ma è necessario anche verificare quali sono le esigenze di supporto tecnico oltre che su requisiti di sicurezza e prestazione.

Dotato di un’infrastruttura potente e affidabile, l’hosting cloud è un’opzione in rapida crescita per i più “esigenti”, mentre lo shared hosting è ad oggi il più consigliato per funzionalità semplici e convenienti. Ma approfondiamo ulteriormente

Cos’ è lo Shared hosting?

La forma più basica e tradizionale di web hosting è l’hosting condiviso. In questo modello di hosting, un server ospita i siti web di più clienti. Si tratta di un piano erogato attraverso un’infrastruttura IT dove le risorse vengono condivise tra più utilizzatori.

In questo caso il provider utilizza server e architetture in cui disco, storage, banda, database sono a disposizione di più clienti. Il modello si distingue dal servizio di hosting dedicato in cui le risorse sono messe a disposizione del singolo utente. L’hosting dedicato, infatti, è un servizio con risorse completamente dedicate all’utente, senza livelli di condivisione.

Tra le principali caratteristiche di un web hosting shared abbiamo l’economicità, in quanto questa scelta ha un basso impatto economico soprattutto se si preferisce un sistema di fatturazione completamente “flat”, ed è ideale per progetti che non richiedono particolare flessibilità.

Inoltre, usare un host condiviso può essere la soluzione migliore per siti statici o anche dinamici che non registrano particolari livelli di traffico o picchi, ideale se non c’è ha bisogno di flessibilità e utptime elevati.

Noi in qualità di agenzia web abbiamo deciso di affidarci ad OVH presso il quale abbiamo acquistato diversi server proprietari, scegliendo quindi di far condividere ai nostri clienti questi spazi, conoscendone l’affidabilità.

Cos’è, invece, il Cloud Hosting?

Il cloud hosting è un tipo di web hosting che utilizza più server diversi per bilanciare il carico e massimizzare i tempi di attività. Invece di utilizzare un singolo server, come normalmente accade nel caso degli shared, il sito web può attingere a un “cluster” che utilizza risorse da un pool centralizzato. Ciò significa che anche se un server si guasta, ne entra un altro per far funzionare tutto.

Questo è possibile perché il cloud viene visualizzato come una rete di computer diversi, tra loro interconnessi. Man mano che più macchine sono collegate alla rete, vengono aggiunte più risorse al cloud globale.

Questo tipo di struttura determina diversi vantaggi:

  1. Tempi di caricamento rapidi
  2. Gestioni di un numero elevato di visitatori
  3. Tempo di attività migliorato
  4. Focus su uptime e SLA (Service Level Agreement) grazie alla possibilità di migrare velocemente e in modo trasparente da un nodo all’altro il sito se ci sono criticità tecniche.
  5. Gestione degli imprevisti nei picchi di visite